Poesia di febbraio: “One way”

 

Cari amici de «Il Cofanetto Magico»,
in omaggio a Papa Francesco, che di recente ha concesso un’udienza a Maria Cristina Giongo (ovvero la brava direttrice di questo sito), vi offro una poesia volutamente caratterizzata da un forte afflato religioso e, più precisamente, cattolico. Come potete vedere l’ho scritta in inglese, cioè una lingua che è indubbiamente universale, proprio come il messaggio d’amore che il cristianesimo tenta da sempre di veicolare.


 

 

One way

I now feel so much road all around my steps,
which conveys to me a sort of hope;
a sense of horizon, maybe:
a sense of sense, to be precise.

Since You are the whole cosmos
and unceasingly keep turned
towards the same way
(the one leading for sure
to our several wounds)
yes, You (and nobody but You)
are the universe*, my God.
Yes You (and nobody but You)
are the sole universe, my King:
the sole and real, I declare,
as is shown even by
any possible play
on meanings and words
a man can think up.
Yes You (and nobody but You)
oh my Lord, oh my Father, oh my Friend.

So I open my arms wide
realizing at last
the following truth:
as a rule it’s a cross
the movement preceding
the coming of a hug.

Pietro Pancamo
CHI SONO

 
 

* Late Middle English: from Old French univers or Latin universum, neuter of universus ‘combined into one, whole’, from uni- ‘one’ + versus ‘turned’ (past participle of vertere).

 
 
 
 

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13 Responses to “Poesia di febbraio: “One way””

  1. admin scrive:

    Caro Pietro,

    in effetti non molti blogger al mondo possono dire di aver potuto consegnare una copia cartacea del loro giornale online nelle mani del Papa! Dobbiamo esserne veramente fieri!

    E ora aspetto che tu traduca la tua poesia anche in italiano perchè non tutti gli italiani della vecchia generazione ( come me), conoscono l’inglese! Un abbraccio dalla direttrice Maria Cristina Giongo

    • Claudia Tagliabue scrive:

      Grazie Cristina, stavo chiedendo la stessa cosa a Pietro. L’inglese non è proprio una lingua universale…. E’ vero la si parla quasi ovunque, ma in altrettanti Paesi no… Quindi grazie Pietro, aspettiamo traduzione…

    • Pietro Pancamo scrive:

      VERSIONE ITALIANA:

      Ora sento così tanta strada intorno ai miei passi,
      il che mi trasmette una sorta di speranza;
      un senso d’orizzonte, forse:
      un senso di senso, ad essere precisi.

      Tu che sei il cosmo intero
      e coincidi con massa, spazio ed energia,
      Tu, Signore, che da sempre
      per sempre ti rivolgi
      sempre da una parte
      (una sola: quella da cui passi
      per giungere in eterno
      al taglio che ci asfissia)–
      Tu sì che in ogni senso
      (perdona, assai ti prego, i giochi di parole)
      sei davvero l’universo*.

      Spalanco le braccia, allora,
      e m’accorgo finalmente
      ch’è sempre una croce
      il movimento che precede
      l’avvento di un abbraccio.

      * Univèrso s. m.: l’ambiente in cui hanno sede tutti i corpi materiali esistenti e tutti i fenomeni naturali; anche, l’insieme dei corpi stessi.
      * Univèrso agg.: dal lat. universus «tutto intero», comp. di unus «uno» e versus, part. pass. di vertĕre «volgere»; propr. «volto tutt’intero nella stessa direzione».

  2. susy pagliaro scrive:

    Caro Pietro, è una delle tue più belle poesie! Emoziona e fa meditare su quella ricerca di ‘senso’ così vitale. Grazie! Un abbraccio. Susy

  3. Maia Teresa scrive:

    Bellissima l’ultima strofa che illumina di speranza la tragica realtà quotidiana (Laura)

    • Pietro Pancamo scrive:

      Grazie di cuore, carissima Laura!
      “La speranza è come una strada nei campi: non c’è mai stata una strada, ma quando molte persone vi camminano, la strada prende forma” (Yutang Lin).

  4. Maia Teresa scrive:

    Profonda riflessionesulla vita e sulla morte che ,forse,èla nostra vera e definitiva nascita

    • Pietro Pancamo scrive:

      La morte è nascita, così come vivere è un suicidio.
      Chiedo scusa per il pessimismo e ti ringrazio per il bellissimo commento.

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