Editoriale di febbraio 2016 – Mio figlio si fa ancora la pipì addosso. Mamme disperate, maestre pure.

Cari lettori online, cari Cofanetti magici,

Il mio editoriale questa volta tratterà un tema un po’ scomodo, ma anche attuale. Secondo alcune statistiche è in aumento il numero di bambini che fanno la pipì a letto. Non solo di notte; pure di giorno accadono “ incidenti” del genere, soprattutto a scuola. Un gruppo di maestre d’asilo e di insegnanti delle elementari di un istituto olandese hanno protestato per il fatto che molti bimbi non sono abituati ad andare al gabinetto, quando ne hanno bisogno.

Le sedie vasino

Il preside di questa scuola ha inviato una lettera ai genitori chiarendo che non devono essere gli insegnanti a fare le veci dei genitori anche per questo problema. Il loro compito educativo è sicuramente ampio : ai bambini devono insegnare a leggere e a scrivere, a studiare, ad essere disciplinati in classe. Però non spetta certo a loro di abituarli a fare la pipì nel vasino o alla toilette. Ovviamente non stiamo parlando di asili nido.

Maestri ed insegnanti non possono perdere tempo prezioso per dedicarsi ad un solo bambino, in modo da risolvere loro stessi questo suo problema, pur capendo che per il piccolo è un grande disagio. Un disagio che a lungo andare si trasforma in vera e propria umiliazione e purtroppo anche in episodi di bullismo nei suoi confronti.

In Olanda i bimbi che sono “affetti da questo problema” non ancora risolto, spesso non vengono accettati per partecipare alle gite scolastiche e nei campeggi estivi. Proprio perchè hanno bisogno di attenzioni e cure extra che gli educatori sono impossibilitati ad offrire, considerato il fatto che una classe generalmente è composta di 25, 27 bambini.

La conclusione è che spetta alla famiglia di aiutare il proprio piccolo a compiere le normali funzioni naturali nel modo più naturale possibile! E nei tempi dovuti. Per il bene del bambino e l’armonia in famiglia, che può esistere soltanto quando si cercano di evitare situazioni di stress: sia per i bimbi che per i genitori.

I pediatri e gli psicologi attribuiscono “l’incontinenza” del bambino, se non legata a patologie specifiche, ad una richiesta di affetto ed attenzioni; infatti molto spesso ne sono colpiti quei ragazzini che sono cresciuti in situazioni precarie, con genitori troppo occupati e concentrati sul loro lavoro, distratti da altri problemi, inaffettivi. In molti casi si giustificano asserendo di non aver tempo per mettere il piccino sul vasino più volte al giorno, per fargli capire che la pipì si deve fare lì, e non più nel pannolino.

Ci sono regole ben precise da seguire perchè il piccolo apprenda facilmente questo passaggio: se per esempio si debbono svolgere alcune faccende domestiche gli si può dare un libricino in mano con delle figure da guardare. Ovviamente senza lasciarlo troppo a lungo sul vasino, in quanto esso non deve diventare un comodo sostituto della poltrona. Una volta fatto tutto…lo si deve premiare con un biscotto, un abbraccio, una coccola.

Vasino musicale educativo

Inoltre non ci si deve concentrare troppo su queste esigenze fisiologiche, in quanto vanno considerate come un normale processo naturale; senza sgridare il piccolo per qualche ….incidente di percorso. L’ultimo pannolino da levare è quello che si mette di notte. Generalmente è consigliato di farlo d’estate, con il caldo, lasciando poi il bimbo nel bagnato per due o tre ore, in modo che avverta una sensazione di fastidio; ma senza che l’umido gli possa fare male, come potrebbe avvenire in inverno, in una stanza poco riscaldata.

La ricetta migliore per educare la propria creatura a non sporcarsi consiste proprio nella PAZIENZA, la dote necessaria e principale per ogni genitore. Accanto alla pazienza, tanto AMORE. E attenzioni, ma…. senza far sentire il bimbo al centro dell’attenzione; bensì come un membro della piccola comunità familiare di cui fa parte, con gli stessi diritti e doveri.

Spesso ci sono persone che hanno più pazienza con i cani che con i propri figli!
Portano il loro cane a passeggio anche tre, quattro volte al giorno, gli insegnano subito a non sporcare in casa, gli danno una caramella e gli fanno un sacco di feste quando fa la pipì fuori. Mentre ci sono bimbi che si “sporcano“ ancora a 4, 5 e persino 8 anni; povere creature! Pensate quanta umiliazione provano, quanta INSICUREZZA nei rapporti con gli altri; a volte così nociva da accompagnarli purtroppo per il resto della loro vita.

In conclusione, le maestre e gli insegnanti olandesi hanno ragione nel chiedere che l’educazione dei loro scolari avvenga per prima cosa fra le pareti domestiche; e che i bimbi più piccoli vengano affidati a loro quando hanno già imparato ad andare in bagno da soli. E’ assurdo pretendere che una maestra, la quale, da sola, deve seguire altri bambini, debba occuparsi anche di insegnare loro…. a non farsi più la pipì addosso.

Buon mese di febbraio e un abbraccio, dalla vostra, come sempre vostra affezionatissima,

Maria Cristina Giongo
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Hanno collaborato a questo numero:

Imma Paone
Pietro Pancamo
Mauro Almaviva
Marica Caramia
Valentino Di Persio
Cristina Giongo
Marco Capriotti
Hans Linsen (foto)

Direzione:
Cristina Giongo

Assistenza tecnica:
Marica Caramia
Hans Linsen

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