Meno professionale …verso la notte

Dipinto di Tamara De Lempicka, “Rafaela sur fond vert”

In questo secondo episodio di “Molto professionale …oltre le nuvole“, Valentino Di Persio narra di quei gesti e di quelle parole casualmente mosse dalla volontà che innescano inopinatamente il “Carpe Diem” rievocando quei nascosti e taciuti pensieri che, senza il giusto risalto, si sarebbero persi tra i ricordi di ieri. Così quel viaggio che sembrava essere arrivato a destinazione, non ha fatto altro che aprire agli occhi un nuovo orizzonte e, mentre i piedi restano ben saldi a terra, la mente riprende a volare …verso la notte.

«Alcune strade portano più ad un destino che a una destinazione.» (Jules Verne)

Marica Caramia
CHI SONO

Meno Professionale

di Valentino Di Persio

No, non poteva finire così miseramente al controllo passaporti dell’Aeroporto Henri Coanda di Otopeni. Non poteva finire nel naufragio della sua apparente indifferenza all’incrociarsi dei nostri sguardi. Sarebbe stata come una storia troncata sul più bello, una favola spezzata a metà. Come se il lupo quel giorno non avesse avuto fame. Come se il cacciatore quel giorno se ne fosse andato a pescar trote al laghetto artificiale, anziché brancolare, quatto quatto, nei paraggi della casetta dell’indifesa nonnina di Cappuccetto Rosso, con il colpo in canna, pronto a far fuoco sulla vittima designata ovvero il povero e sempre affamato lupo cattivo.

Certe situazioni non si creano così, senza una ragione. Tutto ciò che ci accade non è mai fine a se stesso ma cela sempre una opportunità che, il più delle volte, finisce nel nulla per negligenza, per sfortuna, per non averne saputo cogliere il segnale o saputo valutarne la portata.

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Dipinti di Brent Lynch

Nel mio caso, invece, credo sia intervenuta la casualità, la fatalità o entrambe. Fatto sta che scendendo dallo Shuttle al Terminal di Plaţa Romana al centro di Bucarest, la mia bella Hostess dagli occhi di pece me la sono ritrovata di fronte appena scesa, anche lei, da un Minibus bianco della compagnia aerea.

Siamo scoppiati a ridere ritrovandoci faccia a faccia.
Riuscirò mai a liberarmi di lei?– ha esclamato allargando le braccia, sorpresa e divertita nel contempo.
Ed io riuscirò più a fare a meno di lei?– risata all’unisono.
Intanto, le sue amiche la stavano salutando con la mano, allontanandosi. Lei, impacciata, avrebbe voluto raggiungerle ma la stavo già trattenendo per un braccio. –Beven ceva impreuna!– espressione incerta per dire “Beviamo qualcosa insieme!“. Mi ha guardato sorpresa, forse per la pronuncia storpiata del rumeno o per la gran faccia tosta, fatto sta che s’è fermata.
Ok, ma solo per un caffè, devo andare via presto.
Mi basterebbe solo il tempo d’un battito di ali. Solo il tempo per conoscere il tuo nome e dirti il mio!– rispondo, soddisfatto.
Mi sorride arrossendo mentre con le dita ravvia una ciocca di capelli dietro l’orecchio abbassando lo sguardo. –Diana, mi chiamo Diana.– mi sussurra, allungando la mano. –Francesco!– le farfuglio a mia volta, affrettandomi a serrarle la sua mano tremante nella mia.

Trascinando i nostri rispettivi trolley ci avviamo verso il bar “Espresso Italiano”, di fronte al Terminal. Ci sediamo a un tavolino rotondo in fondo al locale.

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Dipinto di Brent Heighton, “After hours”

L’inserviente, una ragazza ben curata nell’aspetto, con grembiule marrone e bustina in testa con il logo d’una nota marca di caffè, ci consegna subito i coloratissimi dépliant delle vivande. Diana ordina Cappuccino con crostatina di mele, io spremuta di arance.
Ed eccoci qui!– esclamo guardandola dritta in viso a volerne decifrare le emozioni del momento. Ma nulla, nessuna scintilla vagante nei suoi occhi, niente restava della sua vivacità rimarcata sull’aereo. Sarà, penso, a causa della stanchezza, del rilassamento dopo lo stress da lavoro. Prima d’intavolare qualsiasi discorso, Diana, guardandomi a sua volta fissa negli occhi, mi premette che per lei è inusuale intrattenersi con i viaggiatori e che nel mio caso rientra nell’assoluta eccezionalità. –Non posso che esserne lusingato!– le rispondo compiaciuto.
Passando al tu le chiedo: –Come mai questa volta hai deciso di venire meno ai tuoi principi e derogare alla deontologia professionale?
Francamente mi ha incuriosito il tuo atteggiamento sin da quando sei salito sull’aereo. M’intrigava quella tua sicurezza, quel tuo modo di guardarmi e l’approccio spontaneo che c’è stato subito tra noi. Comunque quello che m’incuriosiva di più era l’intensità, la frenesia che mettevi nello scrivere su quella specie di block-notes che ti porti dietro e se ben ricordo non ero la sola ad esserne incuriosita!– alludendo alla ragazza che era seduta vicino all’oblò nella fila accanto.
Alla sua arguta ed inaspettata osservazione, rispondo sorpreso –Ma sai, io scrivo sempre quando posso, figurati se mi sarei lasciato sfuggire un’occasione ghiotta come quella di vedere una bella creatura sgambettare con classe avanti ed indietro lungo il corridoio d’un aereo.
E cosa avrai mai potuto scrivere su quella bella creatura, come l’hai chiamata tu, proprio mentre faceva il suo lavoro?
Sono rimasto affascinato dall’eleganza, dai modi gentili, dalla sicurezza, dalla professionalità, dalla scia di gradevole profumo che lasciava e anche dal suo bel parlare la mia lingua. Ho avuto l’istinto irrefrenabile di scrivere di te, mi sei sembrata speciale, eletta, pulita, onesta, fiera di svolgere il tuo lavoro. Nel tuo sguardo vedevo, lo vedo ancora, trasparire uno spirito soave come ha scritto il Sommo Poeta. Conosci Dante Alighieri?
No. Ma se t’ispiri a lui vuol dire che è un tipo molto romantico.
Lo era, cavolo se lo era! E’ stato lui molti secoli or sono ad elevare la donna ad una dimensione angelica come tramite di Dio tra il cielo e la terra.
Stupendo!– esclama, incrociando il suo sguardo col mio.
Ti piace la musica?– le chiedo improvvisamente notando sulla vetrina la locandina di “The Rock“, una Tribute Band della nota formazione australiana “AC/DC” .
Si Molto, perché?

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“The R.O.C.K.” AC/DC Tribute Band

Indicando il poster. –Questa sera suonano all’Hard Rock Cafè. Se non hai altri impegni e ti piace quel genere musicale potremmo andarci insieme.
Breve riflessione –Beh in effetti, non ho impegni irrinunciabili e, francamente, assistere ad un concerto rock sarebbe un diversivo e mi farebbe ovviare alla rituale e spesso noiosa rimpatriata con le solite amiche.

Finiamo di consumare parlando dei nostri gusti musicali, simili e compatibili. Nel frattempo aveva tirato delicatamente dalla sua parte il mio ormai famoso block-notes per annotarvi telefono ed indirizzo.
Sarò pronta per le 20.30, però tu chiamami prima.

Valentino Di Persio
CHI SONO

Il seguito al prossimo mese.
Proibita la riproduzione del testo.

Per saperne di più:

The R.O.C.K. è un gruppo musicale nato nel 2012 per iniziativa di Daniel Ignat – voce solista e degli altri componenti, Nik Baydin, chitarra solista, Adrian Popescu – chitarra ritmica, Mircea Preda – basso, Mirko Grusa – batteria. Il loro intento di riprodurre fedelmente immagine, gesta, stile e spirito musicale della band ACϟDC è talmente ben riuscito che Dave Avans, primo cantante della mitica band australiana, il decorso 31 maggio, ha voluto esibirsi con loro a Bucarest sul palco dell’Arenele Romane (Teatro dell’Opera). Insieme stanno progettando un ambizioso “European Tour” per il 2015.
Pagina facebook “The R.O.C.K.”

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21 Responses to “Meno professionale …verso la notte”

  1. Angela scrive:

    Sei troppo bravo sembra una storia vera o lo e’ … Complimenti Valentino le tue storie le tue poesie mi fanno accapponare la pelle , forse perché mi immedesimo nel personaggio ! Sei grande :-*

    • Valentino scrive:

      Angela, grande dici ? Beh si abbastanza ! Ho superato agevolmente i 60 ! Di cosa ? …..di anni, ovviamente. Ma non mi lamento e sono contento . Cogito ?… ergo “ancora” sum . Grazie.
      Valentino

  2. Claudia Tagliabue scrive:

    Ma come, sul più bello ci lasci a bocca asciutta ????? Che bella storia Valentino, dolce, delicata, ammantata di sfumature, che oggi non conoscono più…(purtroppo). Complimenti !!! Già mi sono immedesimata nella dolce Diana, chissà se esiste un Francesco come il tuo personaggio…. mah !!! Alla prossima…. Grazie, riesci sempre a toccare i nostri cuori….

    • Valentino scrive:

      Cara Claudia, per soddisfare alla tua voglia di scoprire gli altarini prima del tempo , avevo pensato di inviarti in privato il seguito del racconto ma sarebbe stato irrispettoso verso gli altri. Quindi per par conditio ” te tocca aspettà “. E poi mi piace saperti in trepidante curiosità. riguardo a Francesco,devo confessarti che lo invidio un po’. E’ un fortunello che mi sta pure sui nervi. E’ lo stesso di “Immortal” sai ? Grazie per emozionarmi con le tue emozioni. Valentino

  3. Mauro scrive:

    Un bel racconto!

    • Valentino scrive:

      Caro Mauro, sarebbe interessante poter scrivere una storia dai risvolti stilnovisti in un contesto selvaggio e magico come quello dove nascono le tue appassionate narrazioni. I tuoi Bushmen mi affascinano. L ‘idea di ambientare una struggente e trasognata storia d’ amore in una delle loro misteriose grotte mi intriga. Chissà come vivevano i sentimenti, il rapporto di coppia, la fedeltà, la passione , il sesso etc,etc.? Loro che vivevano in simbiosi e in empatia con la natura . Continua, le tue storie sono illuminanti. Valentino

  4. lorella scrive:

    Bravo amico mio ! ho sempre saputo che sei speciale !!!! grazie…..con questa lettura mi hai fatto sognare ….. e sognare è bello , complimenti Valentino!!! non smettere mai di far volare nella fantasia chi ti legge…..bravissimo!!!!

    • Valentino scrive:

      Cara Lorella, sei anche tu molto speciale, forse troppo sensibile per il mondo reale dove sai sempre ritrovare la giusta dimensione dall’alto del tuo volare con i piedi ben piazzati per terra. Grazie per l’ affetto che contraccambio. Valentino

  5. maria cristina giongo scrive:

    Bellissima la prefazione!

  6. maria cristina giongo scrive:

    Bè, Valentino, non si risponde a tutti questi complimenti?????

    Claudia, la colpa dell’ interruzione è mia. Ho detto a Valentino che era troppo lungo; andava diviso in due o più parti. La lettura in rete deve essere più breve, in quanto chi legge il cartaceo ha più tempo a disposizione di chi naviga sul web. E’ una statistica. La quale ha dimostrato che i pezzi troppo lunghi vengono letti a metà.

  7. Valentino scrive:

    Direttrice, son troppo emozionato ! Lascia che i sali , l’ aceto e pizzicotti Sortino il loro benevole effetto e poi rispondo. Grazie

    • maria cristina giongo scrive:

      Piuttosto… piazzati davanti alla tv e tifa per l’ Olanda. Poi manda la tua foto e quella di Marica con trombette e cappellini arancioni in testa! Non fate i noiosi! Suvvia, un po’ di allegria, coraggio, creatività, fantasia e per due ore, anche se l’Olanda dovesse perdere, non pensiamo ai tanti problemi che incombono su di noi e su questo povero mondo disastrato e spesso pure crudele!

  8. Romina scrive:

    E’ strano diventare una lettrice del proprio papà ,ma vederlo crescere nelle sue peripazzie letterarie mi diverte e mi meraviglia soprattutto perchè il suo genere è sempre originale molto maschile e raffinato con le donne. Credo che la sua mamma gli ha donato il giusto nome Valentino e a me la mia mamma mi ha donato uno splendido papà. Romy

    • Valentino scrive:

      Romina, così non vale ! Giochi con i sentimenti, la commozione è garantita. Quello che più mi ha colpito nel tuo messaggio è il termine “peripazzie”. In effetti il tuo “papino” un tantinello matterello lo è davvero. Grazie. Papà

    • admin scrive:

      Che bello leggere il commento di una figlia così cara! Scommetto che il tuo papà si sta asciugando una lacrimuccia! Che figlia adorabile!

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