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	<title>Commenti a: Mamma, voglio morire!  La terribile storia di una bimba nata infelice.</title>
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	<description>Tutti i colori dell&#039;essere e dell&#039;esistere</description>
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		<title>Di: sara</title>
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		<dc:creator>sara</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 07:28:06 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Olga, gli psicologi e gli psichiatri possono aiutarci solo quando noi vogliamo farci aiutare; penso che debba anche scattare una certa empatia e se con il tuo dopo 5 anni il rapporto non funziona, ti consiglio di cambiarlo. Le cose che crei non è importante che piacciano alle gallerie o a terzi, l&#039;importante è che piacciano a te e che ti faccia stare bene o meglio farle, che ti faccia sfogare. Non ti demoralizzare per un esame andato male, riprovaci, ributtati, non sei una persona che vuole morire secondo me (e scusa semi permetto) ma mi sembri una persona che ha voglia di mettersi in gioco. Il nonno, la mamma...allontanati da queste persone negative, da queste persone che ti stanno inquinando la vita da sempre. Il papà pure, se è un rapporto che non ti dà nulla, pensa bene se coltivarlo con superficialità o troncarlo, ma prima prova a parlargli ( o scrivigli quello che hai scritto qui) col cuore in mano, secondo me è probabile che anche lui non aspetta altro. un abbraccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Olga, gli psicologi e gli psichiatri possono aiutarci solo quando noi vogliamo farci aiutare; penso che debba anche scattare una certa empatia e se con il tuo dopo 5 anni il rapporto non funziona, ti consiglio di cambiarlo. Le cose che crei non è importante che piacciano alle gallerie o a terzi, l&#8217;importante è che piacciano a te e che ti faccia stare bene o meglio farle, che ti faccia sfogare. Non ti demoralizzare per un esame andato male, riprovaci, ributtati, non sei una persona che vuole morire secondo me (e scusa semi permetto) ma mi sembri una persona che ha voglia di mettersi in gioco. Il nonno, la mamma&#8230;allontanati da queste persone negative, da queste persone che ti stanno inquinando la vita da sempre. Il papà pure, se è un rapporto che non ti dà nulla, pensa bene se coltivarlo con superficialità o troncarlo, ma prima prova a parlargli ( o scrivigli quello che hai scritto qui) col cuore in mano, secondo me è probabile che anche lui non aspetta altro. un abbraccio</p>
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		<title>Di: sara</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/comment-page-3/#comment-13063</link>
		<dc:creator>sara</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 07:19:15 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho letto tutti i commenti ma...ma...non mi piace sentire dire che la vita è crudele e la natura cattiva o cose del genere. Il bello è ovunque intorno a noi, la gioia è già presente dentro di noi. Io trovo che la vita sia meravigliosa, trovo ogni tramonto fonte di stupore, ogni cucciolo fonte di meraviglia, ogni gemma un miracolo. E non sono credente.
Per quanto riguarda la forte e triste storia dell&#039;articolo ho seguito molti casi del genere, non credo che la diagnosi della bambini giustifichi tanta tristezza. Sono stata una bambina seria, forse un po&#039; triste anch&#039;io, sentivo il dolore del mondo sulle mie spalle, ero troppo sensibile, forse troppo egocentrica come tutti i bambini lo sono. Ma non sono mai arrivata a tali pensieri oscuri, nonostante la mia difficile storia familiare. Mi piacerebbe conoscere questa piccola, mi piacerebbe capire perchè.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho letto tutti i commenti ma&#8230;ma&#8230;non mi piace sentire dire che la vita è crudele e la natura cattiva o cose del genere. Il bello è ovunque intorno a noi, la gioia è già presente dentro di noi. Io trovo che la vita sia meravigliosa, trovo ogni tramonto fonte di stupore, ogni cucciolo fonte di meraviglia, ogni gemma un miracolo. E non sono credente.<br />
Per quanto riguarda la forte e triste storia dell&#8217;articolo ho seguito molti casi del genere, non credo che la diagnosi della bambini giustifichi tanta tristezza. Sono stata una bambina seria, forse un po&#8217; triste anch&#8217;io, sentivo il dolore del mondo sulle mie spalle, ero troppo sensibile, forse troppo egocentrica come tutti i bambini lo sono. Ma non sono mai arrivata a tali pensieri oscuri, nonostante la mia difficile storia familiare. Mi piacerebbe conoscere questa piccola, mi piacerebbe capire perchè.</p>
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		<title>Di: Sandro</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/comment-page-3/#comment-12459</link>
		<dc:creator>Sandro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 08:33:23 +0000</pubDate>
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		<description>Ma scusate però una cosa la vorrei pur dire io che in questo momento sto vivendo una drammatica situazione a causa della perdita improvvisa della Mamma. Appunto, ho notato che qui molti parlano di vita. Ci sono persone che non vogliono più vivere, (io sono uno di quelli), ci sono invece, persone che amano la vita, amano vivere e ahimè purtroppo nonostante tuto debbono soccombere a seguito di patologie che di fatto ne deterninano la morte. Pertanto è giusto che chi ha volontà e gioia di vivere debba morire? è giusto invece, che chi non ha desiderio di vita debba essere condannato a vivere?
Ho studiato Psicologia all&#039;Università, sono laureato quindi conosco bene con cognizione di causa la mente umana. Si deve accettare che al mondo esistano persone che vogliono vivere, così come si deve accettare che esistano pure persone che non vogliono e nemmeno desiderano vivere. La vita è fatta per chi ha gioia di vivere, per chi ha volontà di amare la vita. La vera libertà consiste che ogni essere umano deve poter essere libero di decidere se vivere o morire, altroché... Sandro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma scusate però una cosa la vorrei pur dire io che in questo momento sto vivendo una drammatica situazione a causa della perdita improvvisa della Mamma. Appunto, ho notato che qui molti parlano di vita. Ci sono persone che non vogliono più vivere, (io sono uno di quelli), ci sono invece, persone che amano la vita, amano vivere e ahimè purtroppo nonostante tuto debbono soccombere a seguito di patologie che di fatto ne deterninano la morte. Pertanto è giusto che chi ha volontà e gioia di vivere debba morire? è giusto invece, che chi non ha desiderio di vita debba essere condannato a vivere?<br />
Ho studiato Psicologia all&#8217;Università, sono laureato quindi conosco bene con cognizione di causa la mente umana. Si deve accettare che al mondo esistano persone che vogliono vivere, così come si deve accettare che esistano pure persone che non vogliono e nemmeno desiderano vivere. La vita è fatta per chi ha gioia di vivere, per chi ha volontà di amare la vita. La vera libertà consiste che ogni essere umano deve poter essere libero di decidere se vivere o morire, altroché&#8230; Sandro</p>
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		<title>Di: maria cristina giongo</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/comment-page-3/#comment-11771</link>
		<dc:creator>maria cristina giongo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 08:02:30 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Olga, se vuoi puoi mandarmi via email la foto di uno dei tuoi disegni o dipinti che la metto nel cofanetto. Almeno la dividi con i nostri lettori che sono tanto cari ed interessati alle cose belle, anche dell&#039; animo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Olga, se vuoi puoi mandarmi via email la foto di uno dei tuoi disegni o dipinti che la metto nel cofanetto. Almeno la dividi con i nostri lettori che sono tanto cari ed interessati alle cose belle, anche dell&#8217; animo.</p>
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		<title>Di: maria cristina giongo</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/comment-page-3/#comment-11604</link>
		<dc:creator>maria cristina giongo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 10:47:48 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Olga,

il fatto che tu abbia avuto il coraggio di scrivere questa lettera significa che sei viva. Ancora viva di dentro. Nonostante le sofferenze passate e presenti. Dirti le solite parole di conforto a questo punto sarebbe inutile, soprattutto da parte mia che ho perso la mamma la settimana passata dopo dieci anni in cui una malattia terribile che si chiama Alzheimer le ha distrutto la parte più importante del nostro corpo, il cervello. Perchè dal cervello partono tutte le nostre emozioni, i nostri pensieri, ricordi, affetti; il cervello che comunica con l&#039; anima. Anch&#039; io guardandola in quella bara, mi sono chiesta &quot; ma a che cosa serve tutto questo soffrire&quot;? La risposta la troverai proprio qui, sul Cofanetto magico, nella mia lettera ai lettori di pochi giorni fa in cui comunico la morte della mia mamma. In quel momento l&#039; ho trovata.E, credimi, anch&#039; io ho avuto una vita difficile; ma sicuramente c&#039; è chi l&#039; ha avuta più difficile di me. A questo &quot; livello&quot; siamo tutti uguali: poveri, ricchi, belli, brutti, intelligenti, meno intelligenti. Tutti hanno vissuto o vivono momenti che ad un certo punto sembrano insopportabili. Ma poi arriva sempre qualcosa che ti fa capire che è meglio restare al mondo e combattere. Vai avanti a prendere le medicine; a volte basta un semplice ansiolitico per ridarti la pace e aumentare il livello di serotonina nel tuo cervello. Ma non essendo medico e non conoscendo la tua situazione a fondo ti consiglio di rivolgerti ad un serio professionista che capisca bene il probelma, analizzandolo veramente &quot; a fondo&quot;. Poi dovrai essere tu e solo tu stessa &quot; a guarire&quot;. Circa l&#039; eutanasia ed il suicidio assistito io vivo da 30 anni in Olanda dove ci sono leggi precise a riguardo. Il 3 aprile uscirà sul Cofanetto una mia intervista ad un medico che l&#039; ha applicata; ti consiglio di leggerla. Allora forse capirai che alla fin fine è meglio morire di morte naturale.  Scusami se non so usare altre parole di conforto ma una certezza &quot; intuitiva&quot; ce l&#039; ho: che tu sei una bella persona. Di fuori e di dentro. 
Come me ti fai carico dei problemi di tutti e non solo dei tuoi cari, come la mamma, che comunque non abbandoni ed il nonno che non riesci ad aiutare; però con sensi di colpa. Quindi sei veramente una bella e brava persona. Non pensi che sia un buon punto di partenza di farlo capire anche agli altri e di vivere finalmente la tua vita, sapendo che comunque dai problemi gravi o meno gravi non riusciamo proprio a liberarci?
Un abbraccio fortissimo, coraggio!
Cristina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Olga,</p>
<p>il fatto che tu abbia avuto il coraggio di scrivere questa lettera significa che sei viva. Ancora viva di dentro. Nonostante le sofferenze passate e presenti. Dirti le solite parole di conforto a questo punto sarebbe inutile, soprattutto da parte mia che ho perso la mamma la settimana passata dopo dieci anni in cui una malattia terribile che si chiama Alzheimer le ha distrutto la parte più importante del nostro corpo, il cervello. Perchè dal cervello partono tutte le nostre emozioni, i nostri pensieri, ricordi, affetti; il cervello che comunica con l&#8217; anima. Anch&#8217; io guardandola in quella bara, mi sono chiesta &#8221; ma a che cosa serve tutto questo soffrire&#8221;? La risposta la troverai proprio qui, sul Cofanetto magico, nella mia lettera ai lettori di pochi giorni fa in cui comunico la morte della mia mamma. In quel momento l&#8217; ho trovata.E, credimi, anch&#8217; io ho avuto una vita difficile; ma sicuramente c&#8217; è chi l&#8217; ha avuta più difficile di me. A questo &#8221; livello&#8221; siamo tutti uguali: poveri, ricchi, belli, brutti, intelligenti, meno intelligenti. Tutti hanno vissuto o vivono momenti che ad un certo punto sembrano insopportabili. Ma poi arriva sempre qualcosa che ti fa capire che è meglio restare al mondo e combattere. Vai avanti a prendere le medicine; a volte basta un semplice ansiolitico per ridarti la pace e aumentare il livello di serotonina nel tuo cervello. Ma non essendo medico e non conoscendo la tua situazione a fondo ti consiglio di rivolgerti ad un serio professionista che capisca bene il probelma, analizzandolo veramente &#8221; a fondo&#8221;. Poi dovrai essere tu e solo tu stessa &#8221; a guarire&#8221;. Circa l&#8217; eutanasia ed il suicidio assistito io vivo da 30 anni in Olanda dove ci sono leggi precise a riguardo. Il 3 aprile uscirà sul Cofanetto una mia intervista ad un medico che l&#8217; ha applicata; ti consiglio di leggerla. Allora forse capirai che alla fin fine è meglio morire di morte naturale.  Scusami se non so usare altre parole di conforto ma una certezza &#8221; intuitiva&#8221; ce l&#8217; ho: che tu sei una bella persona. Di fuori e di dentro.<br />
Come me ti fai carico dei problemi di tutti e non solo dei tuoi cari, come la mamma, che comunque non abbandoni ed il nonno che non riesci ad aiutare; però con sensi di colpa. Quindi sei veramente una bella e brava persona. Non pensi che sia un buon punto di partenza di farlo capire anche agli altri e di vivere finalmente la tua vita, sapendo che comunque dai problemi gravi o meno gravi non riusciamo proprio a liberarci?<br />
Un abbraccio fortissimo, coraggio!<br />
Cristina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: olga</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/comment-page-3/#comment-11584</link>
		<dc:creator>olga</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 00:20:25 +0000</pubDate>
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		<description>Non avete idea di cosa voglia dire sentire davvero il peso della vita. Non avete minimamente idea. Posso dirvi che i miei genitori sono separati da quando sono piccolissima, sono cresciuta da sola con mia madre che ha sempre avuto un rapporto amore odio con me, isolata dai parenti, praticamente senza padre durante tutta l&#039;infanzia e vedendolo davvero di rado a tutt&#039;ora, con pochissimi mezzi. Ho tentato il suicidio e sono scappata molte volte di casa nell&#039;adolescenza, ma non sapevo che il futuro mi avrebbe riservato cose molto più atroci. Ho avuto poi dei momenti in cui avevo alcuni amici, un amore, esami col massimo dei voti, un lavoro e ero più o meno contenta della mia vita. Non sapevo che stava per accadere. Ho subito una violenza sessuale di gruppo, il cui processo si strascica ancora da molti anni, e loro sono ancora a piede libero nella mia città. Nello stesso periodo mia madre ha scoperto di avere un terribile tumore, ha dovuto fare chemio e radio, oltre che varie operazioni. Ha perso il lavoro e a nulla sono valse le rimostranze del sindacato. Io ho perso la borsa di studio dell&#039;università e per anni non sono riuscita nè a studiare nè a lavorare e a volte nemmeno a uscire di casa.L&#039;unico uomo di cui mi fidavo, il ragazzo con cui poi sono andata a vivere, fuggendo dalla mia città, alcuni mesi fa mi ha detto che non mi amava più. Non ho amici, le amicizie si sgretolano per colpa dei troppi problemi. Adesso vivo di nuovo nella mia città, ho continui attacchi di panico e agorafobia, in pratica passo settimane in cui non metto il naso fuori casa. A  mia madre è stato diagnosticato un nuovo tumore. Mio nonno sta perdendo la testa, e chiede da noi un aiuto che non possiamo dargli, dopo per altro averci ignorati per anni di sofferenza. Non abbiamo soldi, la pensione non ci basta, e dobbiamo continuamente chiedere soldi. Io non riesco a lavorare, tutte le volte che vado a un incontro di lavoro ho attacchi di panico e faccio figure bruttissime. Ho perso la fiducia nel futuro, in tutto. Sto sprecando gli anni migliori della vita nella sofferenza e nella solitudine, e mia madre, che ha un pessimo carattere nonostante io le voglia bene, continua a ripetermi che sono una fannullona, buona a nulla, un vuoto a perdere di soldi, che mi ha mantenuto per anni che non lavoravo e non studiavo in un&#039;altra città, che è stufa di me etc. Gli assistenti sociali se ne strafregano, al punto che non ci rispondono più al telefono. Vado da una psichiatra che in 5 anni ha saputo solo darmi pasticche che non hanno mai funzionato, e mai ascoltarmi, e tra l&#039;altro mi dà un appuntamento al mese circa, nonostante io abbia sempre chiesto di vederla di più. Ho paura di tutti, vivo flash di passato continui, e a volte quando poi mi fido di qualcuno scopro poi che sotto sotto vorrebbe flirtare con me e far sesso con me, mi fa schifo. Ho un rapporto quasi da estranea con mio padre, riusciamo a parlare solo di cose astratte come politica o cultura, ma si è sempre fregato di come sto. L&#039;ultima goccia è che ho ricominciato a studiare ma ho bocciato degli esami, e ho deciso tra l&#039;altro che voglio abbandonare questo ramo di studi e vorrei fare l&#039;accademia, perchè creare è l&#039;unica cosa che mai mi è riuscita. Solo che nessuno ha mai mostrato apprezzamento minimo in quel che faccio, i miei progetti, i miei quadr e disegni e le cose che mando sono sempre state rifiutate da case editrici e gallerie, mi sono completamente disamorata a vivere, non ho nemmeno più ispirazione. Sono tanti, troppi anni che stringo i denti, ormai mi si sono ridotti a un sottile strato, debole e inoffensivo. E&#039; troppo tempo che lotto, lotto per tirare avanti, per sopravvivere, per tutto. Non trovo più nessun motivo per vivere. Penso continuamente al suicidio, dalla mattina a quando vado a letto. Quando attraverso i binari del tram vorrei mettermi lì di traverso e lasciarmi travolgere. Però penso che la mia vita è già così un peso per me e per chi mi è accanto che mi dispiacerebbe essere  anche un peso per le persone che arriverebbero in ritardo se il tram mi investisse. Sono troppo codarda per uccidermi, o meglio, vorrei che fosse una cosa meno splatter possibile, senza spargimento di sangue, senza pavimenti da ripulire. L&#039;unico motivo per cui non mi sono uccisa ancora è il fatto che non voglio mettere in croce mia madre per i soldi dei servizi funerari, che seppur con il suo pessimo carattere e la sua cattiveria sia una delle cause e si meriterebbe molto rimorso, per cui voglio informarmi per il patrocino del comune delle pompe funebri. Vorrei andare in Svizzera a fare il suicidio assistito come Magri, che sicuramente aveva meno ragioni di me per farlo, ma penso che ci vogliano dei bei soldi che non ho. Mi sento una creatura assolutamente ignobile, insignificante, e questa non è vita. Non posso prendermi in giro e pensare che domani, fra un mese, tra un anno, prima o poi andrà meglio. Non andrà meglio, mai. Va sempre peggio. C&#039;è qualcosa di rotto dentro di me, ci sono persone che sono felici per un raggio di sole o per il pane caldo. Io ovunque mi giro vedo desolazione, morte, miseria. Bambini sfruttati, animali torturati, donne uccise, natura devastata. Il più forte prevarica sempre il più debole e io sono prova vivente di questo. Già da piccola queste cose mi deprimevano e mi toglievano la speranza, adesso non sono che lo specchio di quello che sento. Non riesco a credere in un dio, c&#039;ho provato, ho seguito i cristiani, i buddisti: no, la religione non fa per me, sono troppo razionale, non ci riesco a credere. La stessa speranza mi sembra un presa in giro a me stessa. Concludo con delle parole di Euripide &quot;Chi ha sempre vissuto nel dolore, sopporta meglio il male. Ma se una volta sei stato felice e dopo hai perduto tutto, vivere ti è insopportabile. Il dolore ti schiaccia, ti annulla&quot;, con le mie &quot;La vita è un diritto, non un dovere&quot;, e con quelle di Pasolini &quot;Morale: essere vivi e essere morti è la stessa cosa&quot;. E Pavese &quot;Non fate troppi pettegolezzi&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non avete idea di cosa voglia dire sentire davvero il peso della vita. Non avete minimamente idea. Posso dirvi che i miei genitori sono separati da quando sono piccolissima, sono cresciuta da sola con mia madre che ha sempre avuto un rapporto amore odio con me, isolata dai parenti, praticamente senza padre durante tutta l&#8217;infanzia e vedendolo davvero di rado a tutt&#8217;ora, con pochissimi mezzi. Ho tentato il suicidio e sono scappata molte volte di casa nell&#8217;adolescenza, ma non sapevo che il futuro mi avrebbe riservato cose molto più atroci. Ho avuto poi dei momenti in cui avevo alcuni amici, un amore, esami col massimo dei voti, un lavoro e ero più o meno contenta della mia vita. Non sapevo che stava per accadere. Ho subito una violenza sessuale di gruppo, il cui processo si strascica ancora da molti anni, e loro sono ancora a piede libero nella mia città. Nello stesso periodo mia madre ha scoperto di avere un terribile tumore, ha dovuto fare chemio e radio, oltre che varie operazioni. Ha perso il lavoro e a nulla sono valse le rimostranze del sindacato. Io ho perso la borsa di studio dell&#8217;università e per anni non sono riuscita nè a studiare nè a lavorare e a volte nemmeno a uscire di casa.L&#8217;unico uomo di cui mi fidavo, il ragazzo con cui poi sono andata a vivere, fuggendo dalla mia città, alcuni mesi fa mi ha detto che non mi amava più. Non ho amici, le amicizie si sgretolano per colpa dei troppi problemi. Adesso vivo di nuovo nella mia città, ho continui attacchi di panico e agorafobia, in pratica passo settimane in cui non metto il naso fuori casa. A  mia madre è stato diagnosticato un nuovo tumore. Mio nonno sta perdendo la testa, e chiede da noi un aiuto che non possiamo dargli, dopo per altro averci ignorati per anni di sofferenza. Non abbiamo soldi, la pensione non ci basta, e dobbiamo continuamente chiedere soldi. Io non riesco a lavorare, tutte le volte che vado a un incontro di lavoro ho attacchi di panico e faccio figure bruttissime. Ho perso la fiducia nel futuro, in tutto. Sto sprecando gli anni migliori della vita nella sofferenza e nella solitudine, e mia madre, che ha un pessimo carattere nonostante io le voglia bene, continua a ripetermi che sono una fannullona, buona a nulla, un vuoto a perdere di soldi, che mi ha mantenuto per anni che non lavoravo e non studiavo in un&#8217;altra città, che è stufa di me etc. Gli assistenti sociali se ne strafregano, al punto che non ci rispondono più al telefono. Vado da una psichiatra che in 5 anni ha saputo solo darmi pasticche che non hanno mai funzionato, e mai ascoltarmi, e tra l&#8217;altro mi dà un appuntamento al mese circa, nonostante io abbia sempre chiesto di vederla di più. Ho paura di tutti, vivo flash di passato continui, e a volte quando poi mi fido di qualcuno scopro poi che sotto sotto vorrebbe flirtare con me e far sesso con me, mi fa schifo. Ho un rapporto quasi da estranea con mio padre, riusciamo a parlare solo di cose astratte come politica o cultura, ma si è sempre fregato di come sto. L&#8217;ultima goccia è che ho ricominciato a studiare ma ho bocciato degli esami, e ho deciso tra l&#8217;altro che voglio abbandonare questo ramo di studi e vorrei fare l&#8217;accademia, perchè creare è l&#8217;unica cosa che mai mi è riuscita. Solo che nessuno ha mai mostrato apprezzamento minimo in quel che faccio, i miei progetti, i miei quadr e disegni e le cose che mando sono sempre state rifiutate da case editrici e gallerie, mi sono completamente disamorata a vivere, non ho nemmeno più ispirazione. Sono tanti, troppi anni che stringo i denti, ormai mi si sono ridotti a un sottile strato, debole e inoffensivo. E&#8217; troppo tempo che lotto, lotto per tirare avanti, per sopravvivere, per tutto. Non trovo più nessun motivo per vivere. Penso continuamente al suicidio, dalla mattina a quando vado a letto. Quando attraverso i binari del tram vorrei mettermi lì di traverso e lasciarmi travolgere. Però penso che la mia vita è già così un peso per me e per chi mi è accanto che mi dispiacerebbe essere  anche un peso per le persone che arriverebbero in ritardo se il tram mi investisse. Sono troppo codarda per uccidermi, o meglio, vorrei che fosse una cosa meno splatter possibile, senza spargimento di sangue, senza pavimenti da ripulire. L&#8217;unico motivo per cui non mi sono uccisa ancora è il fatto che non voglio mettere in croce mia madre per i soldi dei servizi funerari, che seppur con il suo pessimo carattere e la sua cattiveria sia una delle cause e si meriterebbe molto rimorso, per cui voglio informarmi per il patrocino del comune delle pompe funebri. Vorrei andare in Svizzera a fare il suicidio assistito come Magri, che sicuramente aveva meno ragioni di me per farlo, ma penso che ci vogliano dei bei soldi che non ho. Mi sento una creatura assolutamente ignobile, insignificante, e questa non è vita. Non posso prendermi in giro e pensare che domani, fra un mese, tra un anno, prima o poi andrà meglio. Non andrà meglio, mai. Va sempre peggio. C&#8217;è qualcosa di rotto dentro di me, ci sono persone che sono felici per un raggio di sole o per il pane caldo. Io ovunque mi giro vedo desolazione, morte, miseria. Bambini sfruttati, animali torturati, donne uccise, natura devastata. Il più forte prevarica sempre il più debole e io sono prova vivente di questo. Già da piccola queste cose mi deprimevano e mi toglievano la speranza, adesso non sono che lo specchio di quello che sento. Non riesco a credere in un dio, c&#8217;ho provato, ho seguito i cristiani, i buddisti: no, la religione non fa per me, sono troppo razionale, non ci riesco a credere. La stessa speranza mi sembra un presa in giro a me stessa. Concludo con delle parole di Euripide &#8220;Chi ha sempre vissuto nel dolore, sopporta meglio il male. Ma se una volta sei stato felice e dopo hai perduto tutto, vivere ti è insopportabile. Il dolore ti schiaccia, ti annulla&#8221;, con le mie &#8220;La vita è un diritto, non un dovere&#8221;, e con quelle di Pasolini &#8220;Morale: essere vivi e essere morti è la stessa cosa&#8221;. E Pavese &#8220;Non fate troppi pettegolezzi&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: disincantato83</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/comment-page-3/#comment-9636</link>
		<dc:creator>disincantato83</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 08:50:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcofanettomagico.it/?p=3790#comment-9636</guid>
		<description>@ g:
hai ragione se lo prendi alla lettera, cioè se intendiamo che l&#039;Universo abbia una sorta di auto-coscienza unitaria (un po&#039; l&#039;idea panteista, di quelli che credono in un Dio insito nella Natura, che possiamo sentirci tutt&#039;uno con il Tutto arrivando a percepire l&#039;energia che permea ogni cosa). Ma la mia era appunto una metafora, una fantasia allegorica, con cui intendevo dire che TUTTI gli esseri INDIVIDUALI presenti nell&#039;Universo si divorano l&#039;un l&#039;altro, e la Materia nel suo complesso non fa che riciclarsi da un individuo all&#039;altro (scienza elementare, non mito!). Il che comporta la condizione di combattività, dolore e precarietà in cui ciascun individuo si trova a vivere. Un&#039;alienazione esistenziale in cui ognuno è solo contro tutti, quindi l&#039;esatto contrario di quel che hai inteso tu, si vede che mi sono espresso male. L&#039;Universo in sé non è propriamente un &quot;mostro&quot; cioè un individuo: se così fosse poco male, ci sentiremmo tutt&#039;uno con il Tutto e non soffriremmo, così come una cellula che cede il posto ad altre non prova dolore perché a &quot;sentire&quot; non è la singola cellula ma l&#039;organismo nel suo complesso (che non si auto-divora ma si rinnova). Invece siamo tutti disgiunti gli uni dagli altri, l&#039;Universo è solo un &quot;luogo&quot;, un&#039;arena, in cui siamo tutti gladiatori forzati, costretti a sfidarci e divorarci l&#039;uno con l&#039;altro: METAFORICAMENTE è come se l&#039;intera arena sbranasse e cannibalizzasse sé stessa, ma in realtà è ovvio che sono solo gli individui a farlo a vicenda, e anche se l&#039;intera arena è attraversata dal dolore non è il luogo a soffrire ma gli individui che vi sono dentro. Perciò penso che la bambina dell&#039;articolo fosse semplicemente una che &quot;aveva capito tutto&quot; molto presto, e che chi era intorno a lei si è adoperato a offuscarle il cervello e a inculcarle un cieco ottimismo in nome di un altrettanto cieco &quot;amore&quot;. Era questo il senso, anche se l&#039;obiezione era sensata. Mi permetto di consigliarti una lettura: &quot;Il giardino del male&quot; nello Zibaldone di Leopardi, esprime il concetto mille volte meglio di quanto potrei fare io.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ g:<br />
hai ragione se lo prendi alla lettera, cioè se intendiamo che l&#8217;Universo abbia una sorta di auto-coscienza unitaria (un po&#8217; l&#8217;idea panteista, di quelli che credono in un Dio insito nella Natura, che possiamo sentirci tutt&#8217;uno con il Tutto arrivando a percepire l&#8217;energia che permea ogni cosa). Ma la mia era appunto una metafora, una fantasia allegorica, con cui intendevo dire che TUTTI gli esseri INDIVIDUALI presenti nell&#8217;Universo si divorano l&#8217;un l&#8217;altro, e la Materia nel suo complesso non fa che riciclarsi da un individuo all&#8217;altro (scienza elementare, non mito!). Il che comporta la condizione di combattività, dolore e precarietà in cui ciascun individuo si trova a vivere. Un&#8217;alienazione esistenziale in cui ognuno è solo contro tutti, quindi l&#8217;esatto contrario di quel che hai inteso tu, si vede che mi sono espresso male. L&#8217;Universo in sé non è propriamente un &#8220;mostro&#8221; cioè un individuo: se così fosse poco male, ci sentiremmo tutt&#8217;uno con il Tutto e non soffriremmo, così come una cellula che cede il posto ad altre non prova dolore perché a &#8220;sentire&#8221; non è la singola cellula ma l&#8217;organismo nel suo complesso (che non si auto-divora ma si rinnova). Invece siamo tutti disgiunti gli uni dagli altri, l&#8217;Universo è solo un &#8220;luogo&#8221;, un&#8217;arena, in cui siamo tutti gladiatori forzati, costretti a sfidarci e divorarci l&#8217;uno con l&#8217;altro: METAFORICAMENTE è come se l&#8217;intera arena sbranasse e cannibalizzasse sé stessa, ma in realtà è ovvio che sono solo gli individui a farlo a vicenda, e anche se l&#8217;intera arena è attraversata dal dolore non è il luogo a soffrire ma gli individui che vi sono dentro. Perciò penso che la bambina dell&#8217;articolo fosse semplicemente una che &#8220;aveva capito tutto&#8221; molto presto, e che chi era intorno a lei si è adoperato a offuscarle il cervello e a inculcarle un cieco ottimismo in nome di un altrettanto cieco &#8220;amore&#8221;. Era questo il senso, anche se l&#8217;obiezione era sensata. Mi permetto di consigliarti una lettura: &#8220;Il giardino del male&#8221; nello Zibaldone di Leopardi, esprime il concetto mille volte meglio di quanto potrei fare io.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maria cristina giongo</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/comment-page-3/#comment-8927</link>
		<dc:creator>maria cristina giongo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 08:16:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcofanettomagico.it/?p=3790#comment-8927</guid>
		<description>Caro disincantato,
per quanto mi riguarda ( lasciando spazio ad altri lettori per dire la loro) non sono così &quot; catastroficamente &quot; pessimista &quot;. Il dolore c&#039; è; siamo nati attraverso il dolore delle nostra madri, e subito dopo, però, con la loro gioia. 
La vita è quindi, sin dall&#039; inizio, un alternarsi di gioie e dolori. Non possiamo fare altro che accettarlo. E&#039; facile dirlo, lo so; la sofferenza a volte ti uccide lentamente. Ma almeno possiamo provarci, credendo nella possibilità che un giorno potremo vivere felici in un &quot; mondo&quot; diverso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro disincantato,<br />
per quanto mi riguarda ( lasciando spazio ad altri lettori per dire la loro) non sono così &#8221; catastroficamente &#8221; pessimista &#8220;. Il dolore c&#8217; è; siamo nati attraverso il dolore delle nostra madri, e subito dopo, però, con la loro gioia.<br />
La vita è quindi, sin dall&#8217; inizio, un alternarsi di gioie e dolori. Non possiamo fare altro che accettarlo. E&#8217; facile dirlo, lo so; la sofferenza a volte ti uccide lentamente. Ma almeno possiamo provarci, credendo nella possibilità che un giorno potremo vivere felici in un &#8221; mondo&#8221; diverso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: g</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/comment-page-3/#comment-8904</link>
		<dc:creator>g</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 17:31:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcofanettomagico.it/?p=3790#comment-8904</guid>
		<description>@disincantato83:

&quot;Perché tutti sperimentano il dolore nella vita… chi più chi meno: e già questo è ingiusto, il fatto che la Vita è dispari, che ci sono sempre i più e i meno fortunati. 
Ma soprattutto tutti, il dolore, lo causano ad altri. Ciò per il fatto stesso di essere vivi, e di doversi nutrire di altri individui per rimanerlo.
Il Cosmo, l’Universo, cioè la Materia, è un immenso mostro auto-divorante, e ogni individuo non fa che sbranare e uccidere gli altri, anche senza volerlo, essendoci costretto per la propria sopravvivenza. Siamo fatti tutti della stessa materia prima, in un certo senso il mondo e tutti coloro che lo abitano sono un tutt’uno: animali (tra cui l’uomo), piante, sassi, stelle, pianeti… quindi nessuno può proclamarsi “superiore” per diritto divino&quot;

Non credi che questa ipotesi dell&#039;Universo come mostro auto-divorantesi sia una fantasia allegorica, o meglio, una specie di mito rovesciato, il cui valore conoscitivo non supera quello dei miti religiosi da te criticati? Forse devi ancora completare il disincanto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@disincantato83:</p>
<p>&#8220;Perché tutti sperimentano il dolore nella vita… chi più chi meno: e già questo è ingiusto, il fatto che la Vita è dispari, che ci sono sempre i più e i meno fortunati.<br />
Ma soprattutto tutti, il dolore, lo causano ad altri. Ciò per il fatto stesso di essere vivi, e di doversi nutrire di altri individui per rimanerlo.<br />
Il Cosmo, l’Universo, cioè la Materia, è un immenso mostro auto-divorante, e ogni individuo non fa che sbranare e uccidere gli altri, anche senza volerlo, essendoci costretto per la propria sopravvivenza. Siamo fatti tutti della stessa materia prima, in un certo senso il mondo e tutti coloro che lo abitano sono un tutt’uno: animali (tra cui l’uomo), piante, sassi, stelle, pianeti… quindi nessuno può proclamarsi “superiore” per diritto divino&#8221;</p>
<p>Non credi che questa ipotesi dell&#8217;Universo come mostro auto-divorantesi sia una fantasia allegorica, o meglio, una specie di mito rovesciato, il cui valore conoscitivo non supera quello dei miti religiosi da te criticati? Forse devi ancora completare il disincanto&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria Cristina Giongo</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/comment-page-3/#comment-7332</link>
		<dc:creator>Maria Cristina Giongo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 19:22:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcofanettomagico.it/?p=3790#comment-7332</guid>
		<description>E invece, Lucio, è vera. Ne hanno parlato altri giornali olandesi. Capisco che si rimanga sconcertati, increduli e rattristati. 

Comunque anch&#039; io non ci avrei creduto se non mi fossi documentata andando in un reparto di un ospedale psichiatrico olandese dove sono ricoverati dei bambini. E&#039; una specie di grande casa, con tanti piccoli appartamenti dove possono alloggiare anche i genitori ed i fratelli dei piccoli pazienti ricoverati, il fine settimana. Ho anche scritto un libro su questo istituto psichiatrico che si chiama &quot; De grote beek&quot; ( Che in italiano significa &quot;  Il grande ruscello&quot;. Infatti è percorso da un ruscello, ora più piccolo ma quando fu costruito molto grande). Un posto circondato da un enorme parco, dove i pazienti hanno anche un loro ristorante.

Ho voluto informarmi meglio, proprio perchè non ho mai scritto e non scriverei mai su qualcosa di cui non sono sicura; sono più di 36 anni che faccio questa professione, la giornalista, ed il mio compito è informare. Ma sempre su una base di documentazioni serie.

Questa storia mi aveva colpito per il dolore della bimba e della mamma; e di tutte le mamme i cui bambini mostrano una sofferenza psichica sin da piccoli. Non ho messo il nome della madre proprio per rispetto alla loro famiglia e perchè dopo un articolo uscito in un giornale femminile olandese lei è stata subissata di lettere. Belle e meno belle. E da allora non vuole più essere nominata. Vuole solo che la loro storia sia dimenticata.

Io le credo; anche perchè una psichiatra mi ha confermato che non si tratta di un caso unico. Ma lei è liberissimo di non crederci; non so su che basi e su quali competenze perchè non lo ha scritto.  Ma, ripeto, è liberissimo di pensarla come vuole. Ci mancherebbe. Siamo in un Paese dove vige la libertà di stampa; io ho raccontato soltanto la verità. Per fortuna le malattie psichiche nei bambini sono abbastanza rare, anche se in aumento. Consoliamoci con questa notizia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E invece, Lucio, è vera. Ne hanno parlato altri giornali olandesi. Capisco che si rimanga sconcertati, increduli e rattristati. </p>
<p>Comunque anch&#8217; io non ci avrei creduto se non mi fossi documentata andando in un reparto di un ospedale psichiatrico olandese dove sono ricoverati dei bambini. E&#8217; una specie di grande casa, con tanti piccoli appartamenti dove possono alloggiare anche i genitori ed i fratelli dei piccoli pazienti ricoverati, il fine settimana. Ho anche scritto un libro su questo istituto psichiatrico che si chiama &#8221; De grote beek&#8221; ( Che in italiano significa &#8221;  Il grande ruscello&#8221;. Infatti è percorso da un ruscello, ora più piccolo ma quando fu costruito molto grande). Un posto circondato da un enorme parco, dove i pazienti hanno anche un loro ristorante.</p>
<p>Ho voluto informarmi meglio, proprio perchè non ho mai scritto e non scriverei mai su qualcosa di cui non sono sicura; sono più di 36 anni che faccio questa professione, la giornalista, ed il mio compito è informare. Ma sempre su una base di documentazioni serie.</p>
<p>Questa storia mi aveva colpito per il dolore della bimba e della mamma; e di tutte le mamme i cui bambini mostrano una sofferenza psichica sin da piccoli. Non ho messo il nome della madre proprio per rispetto alla loro famiglia e perchè dopo un articolo uscito in un giornale femminile olandese lei è stata subissata di lettere. Belle e meno belle. E da allora non vuole più essere nominata. Vuole solo che la loro storia sia dimenticata.</p>
<p>Io le credo; anche perchè una psichiatra mi ha confermato che non si tratta di un caso unico. Ma lei è liberissimo di non crederci; non so su che basi e su quali competenze perchè non lo ha scritto.  Ma, ripeto, è liberissimo di pensarla come vuole. Ci mancherebbe. Siamo in un Paese dove vige la libertà di stampa; io ho raccontato soltanto la verità. Per fortuna le malattie psichiche nei bambini sono abbastanza rare, anche se in aumento. Consoliamoci con questa notizia.</p>
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